Parigi è una festa…mobile.

By marta — février 24, 2013

Parigi.

In tanti hanno scritto di Lei, in tanti se ne sono innamorati, in tanti non hanno più saputo lasciarla.

Uno su tutti Ernest Hemingway, che qui soggiornò tra il 1921 e il 1928, e, costantemente tormentato poi dal suo pensiero, nel 1957, ormai malato, le dedicò il suo ultimo romanzo, ‘Festa mobile‘.

Di Lei l’autore diceva: ‘se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perchè Parigi è una festa mobile’…ed è vero. Non ci si scorda di Parigi e di come ci si è vissuti. Non ci si dimentica di quando arriva la primavera e con lei il sole che scalda. Quella luce intensa e luminosa, sul far della sera, che ti invita a camminare per le vie della città fino a che non sopraggiunge il buio.

Musei, mostre, musica, spettacoli, feste, bistrot, ristornati, bar.

Parigini, francesi, americani, italiani, cinesi, giapponesi.

Qui c’è tutto il mondo. E’ vero che, in un’era come la nostra, tutto il mondo si può trovare dovunque, ma a Parigi questo mondo è circondato da un’aura profumata e straordinariamente singolare.

Davanti ai cappelli delle signore, alle esalazioni dei loro profumi, alle loro voci così suadenti e alle loro parole così vellutate non si può che soccombere e lasciarsi trasportare.

Tutto, intorno, sembra misterioso e stupendo, quasi una cospirazione per creare meraviglie e scintillii.

Una vista dal metrò: improvvisamente le luci della Tour Eiffelle abbagliano, schiantandosi sul cielo della sera. E’ vero, la Tour Effeille ormai l’abbiamo vista tutti, ma fa sempre un certo effetto star seduti lì, sul seggiolino di una metro lurida e, tutto d’un tratto, trovarsi davanti questo imponente monumento di ferro che sembra venirti incontro dicendo: ‘Eccomi, sono io la più bella’

La rue Mouffetard e Place de la Contrescarpe. Una piccola via in salita che dà su una piazza piena di caffè dove, non appena spunta un raggio di sole, la gente accorre numerosa. Venditori, massaggiatori, turisti. L’unica via d’uscita a questo vortice è infilarsi veloci in una stradina.

E ancora, les Marais e le piccole vie su cui si affacciano i suoi mille locali. Tantissimi giovani, tantissima vita.

Questa ‘festa mobile’ ti prende e ti trascina: è la vita di Parigi.

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